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By Nick Schäferhoff - Ultimo aggiornamento il
Il PageSpeed score è una metrica centrale delle prestazioni nello strumento PageSpeed Insights di Google. Ti dice che tipo di esperienza utente offrono le tue pagine web.
In questo articolo vedremo nel dettaglio il punteggio PageSpeed: come viene calcolato, in che cosa si differenzia dalle altre metriche delle prestazioni, perché conta per la SEO e come usarlo per migliorare davvero le tue pagine web senza inseguire metriche di facciata.
Se vuoi risolvere problemi specifici segnalati da PageSpeed Insights, consulta il nostro articolo dedicato.
In breve
✅ Il punteggio PageSpeed è una metrica centrale delle prestazioni in PageSpeed Insights. Si calcola a partire da cinque metriche (FCP, LCP, TBT, CLS e Speed Index) che coprono sia la velocità di caricamento della pagina sia l’esperienza utente. LCP, TBT e CLS valgono l’80 % del punteggio.
✅ Poiché il punteggio PageSpeed si basa su dati di laboratorio (visite simulate alla pagina), può essere diverso dalle prestazioni che la tua pagina offre ai visitatori reali. Per un quadro più completo, affidati ai Core Web Vitals e ai dati reali sul campo del report Chrome User Experience (CrUX), se disponibili.
✅ Il punteggio PageSpeed in sé non è un fattore di ranking di Google, ma riflette segnali di prestazioni e di esperienza utente che lo sono. Per questo, migliorarlo favorisce comunque risultati SEO migliori.
✅ Non inseguire un 100/100 perfetto. Punta alla zona verde (da 90 a 100) e trova un equilibrio tra il mantenimento delle funzionalità essenziali e il miglioramento del tuo punteggio. Dai la priorità alle prestazioni su mobile e agli interventi globali (come la cache e la compressione) prima delle modifiche alle singole pagine.
✅ WP Rocket ti aiuta a migliorare il tuo punteggio PageSpeed senza scrivere codice. Applica l’80 % delle best practice sulle prestazioni per impostazione predefinita, appena lo attivi, e offre ulteriori miglioramenti con un clic.
Il punteggio PageSpeed in poche parole: che cos’è e che cosa non è
In parole semplici, il punteggio PageSpeed è il numero che PageSpeed Insights (PSI) mostra nel suo report Prestazioni.

PageSpeed Insights è uno strumento open source di Google che puoi usare per analizzare l’esperienza utente delle pagine web. Si basa su Lighthouse e include anche controlli sull’accessibilità delle pagine web, sulle best practice, sulla SEO e sulle capacità di navigazione agentica. L’attenzione principale, però, resta sulla velocità di caricamento della pagina e sull’esperienza utente, e il punteggio PageSpeed riflette solo questi due fattori. Per impostazione predefinita, inoltre, mostra i controlli solo per la singola pagina testata, anche se i dati medi sulle prestazioni possono essere disponibili tramite il selettore Origine.

Una cosa importante da sapere sul punteggio PageSpeed è che usa dati di laboratorio. Significa che i suoi risultati si basano su visite simulate alla pagina da dispositivi virtuali. Non riflette l’esperienza degli utenti reali. Lo strumento mostra persino la configurazione specifica usata per il tuo report.

Questo ha delle conseguenze sull’ottimizzazione delle tue pagine web. Per esempio, i risultati possono variare a seconda delle specifiche usate, anche in test eseguiti uno dopo l’altro. Più avanti vedremo altre differenze tra i dati di laboratorio e quelli reali.
PageSpeed Insights crea anche report separati per la versione desktop e per quella mobile della tua pagina. In alto puoi passare dall’uno all’altro.

Il motivo è che le connessioni e i dispositivi mobili sono spesso meno potenti dei loro equivalenti desktop, e questo porta a prestazioni più basse. Inoltre, la maggior parte degli utenti di internet naviga sul web da dispositivi mobili e Google usa un indice mobile-first per determinare il posizionamento nelle ricerche. Significa che valuta le tue pagine web in base alla loro versione mobile, anche per le ricerche da desktop.

Ecco perché PageSpeed Insights mostra per impostazione predefinita il report per dispositivi mobili.
Infine, contrariamente a quanto si crede spesso, il punteggio PageSpeed non è un fattore di ranking. Allo stesso tempo, le sue informazioni sono rilevanti per la SEO e più avanti vedremo i dettagli.
Come viene calcolato il punteggio PageSpeed
Google usa diverse metriche per determinare il punteggio PageSpeed, ovvero First Contentful Paint, Largest Contentful Paint, Total Blocking Time, Cumulative Layout Shift e Speed Index. Ecco cosa c’è dietro questi termini:
- First Contentful Paint: una metrica che indica quanto velocemente una qualsiasi parte del contenuto della tua pagina viene visualizzata sullo schermo durante una visita. Influisce molto sul tempo di caricamento percepito.
- Largest Contentful Paint (LCP): il tempo necessario perché compaia il contenuto principale della pagina (per esempio un’immagine hero o un titolo).
- Total Blocking Time (TBT): misura il tempo che il browser impiega a rispondere all’input.
- Cumulative Layout Shift (CLS): descrive la stabilità visiva delle tue pagine, cioè quanto si spostano gli elementi della pagina durante il caricamento.
- Speed Index: valuta quanto tempo serve perché la pagina appaia visivamente completa.
Ogni metrica contribuisce al punteggio finale in misura diversa. Il Lighthouse Scoring Calculator mostra il peso esatto di ciascuna e come cambia il totale quando un valore migliora o peggiora.

LCP, TBT e CLS sono le metriche che pesano di più: insieme valgono l’80 % del punteggio complessivo. Di conseguenza, se vuoi migliorare il tuo punteggio PageSpeed, è lì che dovresti concentrare la maggior parte dei tuoi sforzi di ottimizzazione.
Il punteggio prevede tre fasce: un punteggio buono (verde) è pari o superiore a 90; se il tuo punteggio è compreso tra 50 e 90, deve essere migliorato (arancione); qualsiasi valore inferiore a 50 è un punteggio scadente (rosso).

Punteggio PageSpeed, Core Web Vitals e velocità reale della pagina: che differenza c’è?
Il punteggio PageSpeed si differenzia dalla velocità di caricamento effettiva della pagina per due motivi: innanzitutto usa dati di laboratorio e, in secondo luogo, valuta le pagine in base a qualcosa di più della sola rapidità con cui compaiono in un browser. Per un quadro più completo, ti conviene affidarti ai Core Web Vitals e ai dati sul campo.
Perché il punteggio PageSpeed non coincide con le prestazioni reali della pagina
I dati di laboratorio su cui si basa il punteggio PageSpeed usano visite simulate alla pagina in condizioni fisse ed emulate. Non riflettono con precisione il comportamento della tua pagina sui diversi dispositivi e sulle diverse reti dei visitatori.
Inoltre, il punteggio PageSpeed misura l’esperienza utente complessiva, comprese l’interattività e la stabilità del layout. Quindi, se la tua pagina ha un CLS scadente e lo migliori, il suo punteggio salirà, mentre la pagina potrebbe continuare a caricarsi lentamente.
Per questo PageSpeed Insights offre anche la possibilità di mostrare i dati sul campo del report Chrome User Experience (CrUX). Si tratta di un set di dati in cui Google raccoglie statistiche sull’esperienza reale dei visitatori che accedono al tuo sito con il browser Chrome. Se il tuo sito riceve abbastanza traffico, questi dati possono comparire in PSI sotto forma di Valutazione Core Web Vitals nella parte superiore dello schermo, e ti dicono esattamente che tipo di prestazioni riscontrano le persone sul tuo sito.

💡 Usa la nostra checklist pre-lancio per assicurarti che il tuo sito sia configurato per caricarsi velocemente fin dall’inizio.
Capire i Core Web Vitals e i dati sul campo degli utenti reali
I Core Web Vitals sono metriche dell’esperienza utente che Google usa come fattori di ranking dal 2021. Significa che influiscono direttamente sulla posizione in cui la tua pagina compare nei risultati di ricerca.
Due li conosciamo già: LCP e CLS. Il terzo è Interaction to Next Paint (INP), che indica quanto velocemente il tuo sito reagisce alle interazioni degli utenti, come clic o tocchi. Nei dati di laboratorio del punteggio PageSpeed, il Total Blocking Time fa le veci dell’INP.
La “Valutazione Core Web Vitals” mostra le prestazioni della tua pagina per tutti e tre i Core Web Vitals. Include anche i valori di FCP e di Time to First Byte (TTFB), che misura quanto tempo impiega il server a rispondere. Questi dati riflettono con più precisione le prestazioni della tua pagina per i visitatori reali, che possono essere diverse dai risultati di laboratorio.
Nell’esempio qui sotto puoi vedere che, mentre il sito del New York Times ha un punteggio PageSpeed disastroso, quattro metriche su cinque della “Valutazione Core Web Vitals” sono verdi. L’unico valore che non lo è (CLS) non ne è molto lontano, a dimostrazione che l’esperienza utente reale è in effetti piuttosto buona. Non lo sapresti guardando solo il punteggio PageSpeed.

Quanto è accurato e affidabile il punteggio PageSpeed?
Alla luce di quanto visto, è naturale chiedersi quanto siano attendibili le informazioni fornite dal punteggio PageSpeed. E la risposta è che, nonostante le possibili discrepanze, è uno strumento molto affidabile per migliorare l’esperienza utente sulle tue pagine web, e Google ha continuato a perfezionarlo nel corso degli anni.
Per esempio, l’ultima versione principale di Lighthouse, su cui si basa PageSpeed Insights, è uscita a ottobre 2025. Ha rimosso otto controlli esistenti e ne ha riunite altre due dozzine in insight sulle prestazioni più snelli. Su questo blog ne trattiamo molti, tra cui:
- Latenza di richiesta di download del documento
- Ottimizza le dimensioni del DOM
- Carattere visualizzato
- Migliora il caricamento delle immagini
- HTTP moderno
Da allora Lighthouse ha ricevuto altri sette aggiornamenti che lo hanno ulteriormente migliorato, per esempio con l’aggiunta del nuovo controllo sulle capacità agentiche.
Insomma, anche se non dovresti prendere il punteggio PageSpeed per oro colato, è una rappresentazione accurata dell’esperienza offerta dalle tue pagine web, e migliorarlo di solito migliora anche le prestazioni reali della pagina.
Tabella: punteggio PageSpeed, Core Web Vitals e velocità reale della pagina a confronto
Ecco tutto quello che abbiamo visto finora in un’unica tabella facile da capire:
| Punteggio PageSpeed | Core Web Vitals | Velocità reale della pagina | |
|---|---|---|---|
| Fonte dei dati | Dati di laboratorio: visite simulate da dispositivi virtuali in condizioni fisse ed emulate | Dati sul campo: esperienza reale aggregata degli utenti di Chrome (quando il traffico è sufficiente) | Esperienza effettiva sui dispositivi, sulle reti e nelle località dei visitatori |
| Cosa misura | FCP, LCP, TBT, CLS e Speed Index, combinati in un unico punteggio | LCP, CLS e INP | Caricamento, interattività e stabilità visiva, così come vengono vissuti davvero |
| Formato | Un unico punteggio da 0 a 100, suddiviso nelle fasce scadente (da 0 a 49), da migliorare (da 50 a 89) e buono (da 90 a 100) | Superato o non superato per ogni metrica, con valutazioni buono / da migliorare / scadente | Non è un punteggio, ma l’esperienza che le altre due metriche cercano di approssimare |
| Fattore di ranking di Google? | Non direttamente, ma riflette segnali che lo sono | Sì, dal 2021 | Non applicabile |
| Ideale per | Diagnosi rapide e come sostituto quando il traffico non basta per avere dati sul campo | Valutare le prestazioni reali e la rilevanza per la SEO | Ciò che, in ultima analisi, stai davvero ottimizzando |
Il punteggio PageSpeed conta per la SEO?
Il punteggio PageSpeed non è un fattore di ranking e non determina direttamente il tuo posizionamento nelle ricerche. È però un indicatore di come Google valuta le prestazioni e l’esperienza utente delle tue pagine web, e questi due aspetti sono fattori di ranking (vedi qui e qui).

Per inquadrare la questione, un punteggio PageSpeed non ottimale non ti impedirà di comparire nelle ricerche, così come un punteggio di 100/100 non garantisce il posizionamento in prima pagina. L’algoritmo di Google è molto più complesso di così, e le metriche monitorate da PageSpeed Insights sono solo un tassello del puzzle del ranking.
Inoltre, come abbiamo visto prima, l’esperienza utente reale conta più dei dati di laboratorio e può anche esserne diversa. Quindi, se il tuo punteggio PageSpeed è mediocre ma i dati sul campo dei Core Web Vitals mostrano che la pagina funziona bene nella realtà, l’impatto sul tuo posizionamento nelle ricerche è probabilmente comunque positivo.
Usare i dati di laboratorio del punteggio PageSpeed a fini SEO è una buona seconda opzione se non hai ancora abbastanza traffico per vedere i dati sul campo. Migliorarlo avrà probabilmente un impatto positivo anche sulla velocità effettiva della pagina e sull’esperienza utente, con risultati SEO migliori e una maggiore soddisfazione dei visitatori.
Dovresti puntare a un punteggio PageSpeed di 100/100?
Avere un punteggio di 100/100 è una bella metrica di facciata (ed è possibile ottenerlo), ma non deve essere per forza il tuo obiettivo finale. L’esperienza utente è un gioco di equilibrio tra snellire il più possibile la tua pagina e, allo stesso tempo, preservarne le funzionalità essenziali.
Quando un punteggio più basso è accettabile
Ci sono molti casi in cui conta meno migliorare il tuo punteggio PageSpeed e conta di più assicurarti che la tua pagina risponda alle esigenze dei tuoi visitatori.
Per esempio, molti negozi online e siti aziendali offrono oggi widget di live chat con cui gli utenti possono fare domande su prodotti e servizi o ricevere assistenza.

Essendo basati su JavaScript, questi widget rallentano le prestazioni della pagina e aumentano il Total Blocking Time. Allo stesso tempo generano un valore reale, perché risolvono problemi, creano fiducia e riducono la frequenza di rimbalzo. Questo ha spesso un impatto maggiore sul business rispetto a far salire di qualche punto il tuo punteggio PageSpeed, quindi ha più senso mantenere la live chat, anche se PSI la segnala.
Altre funzionalità della pagina che spesso possono avere la precedenza sul miglioramento del tuo punteggio delle prestazioni sono:
- Funzionalità di e-commerce come i filtri dei prodotti o un checkout in più passaggi.
- Personalizzazione tramite contenuti dinamici o offerte geolocalizzate.
- Strumenti esterni come gli analytics di terze parti o i sistemi di prenotazione incorporati.
- Funzionalità più complesse, per esempio calcolatori interattivi o selettori di lingua.
In ognuno di questi casi, preservare lo scopo fondamentale della pagina è più importante che inseguire un numero sullo schermo. Inoltre, molte funzionalità possono essere ottimizzate con il lazy loading, il caricamento differito o il code splitting per ridurne l’impatto, invece di eliminarle del tutto.
Quando un punteggio PageSpeed basso è un problema
D’altra parte, un punteggio PageSpeed basso indica problemi reali quando dipende da:
- Contenuto principale lento a caricarsi: spesso è causato da una risposta lenta del server, da immagini non ottimizzate, dall’assenza di lazy loading o da codice non ottimizzato.
- Risposta lenta della pagina: è frustrante per i visitatori che cercano di interagire con la pagina e spesso dipende da risorse che bloccano il thread principale.
- Variazioni di layout: di solito derivano da immagini o annunci senza dimensioni definite in modo esplicito, o da web font caricati in ritardo.
- Un server che non risponde: ritarda tutto ciò che viene dopo e indica un problema di hosting o di configurazione.
- CSS/JS che bloccano il rendering: codice che impedisce alla pagina di comparire nel browser. Quasi sempre può essere differito, minificato o caricato in modo asincrono senza compromettere le funzionalità.
- Un’immagine LCP troppo grande: si può risolvere comprimendola o pubblicandola in un formato moderno senza perdita di qualità.
A differenza dei casi precedenti, questi sono problemi tecnici di implementazione, non funzionalità che offrono valore ai visitatori. Si possono risolvere e peggiorano l’esperienza utente senza offrire nulla in cambio.
In definitiva, non dovresti né ignorare il punteggio PageSpeed né seguirlo alla lettera. Scegli invece con attenzione dove concentrare i tuoi sforzi.
Se possibile, punta sempre a un punteggio nella zona verde (da 90 a 100): non importa se è 91 o 99. Ma se non riesci a raggiungere quella soglia senza eliminare funzionalità essenziali dalla tua pagina, va bene restare al di sotto. Evita solo di finire nella fascia scadente (da 0 a 49) e non usare funzionalità non indispensabili come scusa per problemi del tutto risolvibili.
Come migliorare le tue pagine (senza inseguire un punteggio di 100/100)
Per migliorare il tuo punteggio PageSpeed nel modo più efficace, intervieni sulle metriche che incidono di più, segui l’ordine dei suggerimenti di PageSpeed Insights e concentrati sulle prestazioni su mobile, sui miglioramenti globali, oltre che sui Core Web Vitals e sui dati sul campo.
Come abbiamo visto, il punteggio PageSpeed si calcola a partire da una combinazione di metriche diverse. Tra queste, LCP, CLS e TBT sono quelle che pesano di più. Quindi, se sono punti deboli della tua pagina, migliorarle farà la differenza maggiore nel minor tempo.

Per aiutarti a farlo, PageSpeed Insights elenca i singoli problemi rilevati sulla tua pagina nella sezione Insight. Puoi persino filtrarli in base alla metrica a cui si riferiscono.

Gli insight sulle prestazioni sono collegati direttamente al punteggio PageSpeed, oltre a essere ordinati e contrassegnati in base al livello di gravità. Di conseguenza, risolvere l’insight “Utilizza durate della memorizzazione nella cache efficienti” in cima all’elenco migliorerà il tuo punteggio PageSpeed più che eliminare il controllo “Terze parti” in fondo. Questo ti dà un ordine di priorità.
Sappiamo inoltre che le prestazioni su mobile contano di più e sono anche più difficili da ottimizzare. Allo stesso tempo, migliorarle di solito si riflette positivamente anche sugli indicatori desktop del tuo sito, quindi concentrati prima sui problemi del tuo report per dispositivi mobili.
C’è di più: alcuni miglioramenti non riguardano soltanto le singole pagine. Per esempio, la cache e la compressione agiscono sul tuo sito nel suo complesso. Applicarle prima delle modifiche specifiche di una pagina (come la riduzione delle dimensioni del DOM della pagina) aiuta a migliorare l’esperienza utente e la SEO su tutto il tuo sito web: un piacevole vantaggio in più.
Infine, non dimenticare che il tuo obiettivo finale è rendere la tua pagina migliore per gli utenti reali, non solo migliorare un punteggio sullo schermo. Quando fai delle modifiche, tieni d’occhio i tuoi Core Web Vitals e i dati sul campo. Evita di inseguire gli indicatori verdi solo per il gusto di farlo: assicurati che le tue decisioni portino un beneficio concreto ai tuoi visitatori.
💡 Vuoi risolvere i singoli controlli sulle prestazioni di PSI? Consulta la nostra guida a Google PageSpeed Insights.
FAQ sul punteggio PageSpeed
Per finire, ecco le risposte ad alcune domande frequenti su questo argomento.
Serve davvero un punteggio PageSpeed di 100/100?
No, un punteggio PageSpeed di 100/100 è una bella metrica di facciata, ma non è necessario. Punta alla zona verde (da 90 a 100) senza sacrificare funzionalità essenziali della pagina, come quelle di e-commerce o la personalizzazione.
Il punteggio PageSpeed influisce sulla SEO?
Il punteggio PageSpeed in sé non è un fattore di ranking, ma riflette le prestazioni della pagina e l’esperienza utente, che Google usa davvero per il ranking. Migliorarlo in genere favorisce risultati SEO migliori.
Cosa conta di più: il punteggio PageSpeed o i Core Web Vitals?
Contano di più i Core Web Vitals, perché si basano su dati di utenti reali (dati sul campo) e non sui dati di laboratorio simulati del punteggio PageSpeed. Usa il punteggio PageSpeed come valido sostituto quando non hai ancora abbastanza traffico per avere dati sul campo.
Perché il mio sito è veloce ma il mio punteggio PageSpeed è basso?
Il punteggio PageSpeed misura più della sola velocità di caricamento: tiene conto anche dell’interattività e della stabilità del layout. Una pagina può caricarsi rapidamente e ottenere comunque un punteggio basso a causa di problemi come le variazioni di layout o una risposta lenta all’input.
Come dovrei stabilire le priorità tra i suggerimenti di PageSpeed?
Parti dall’elenco dello stesso PSI, che ordina i problemi per gravità. Concentrati prima sulle prestazioni su mobile, sui dati sul campo più che su quelli di laboratorio, e dai la priorità agli interventi globali rispetto alle modifiche specifiche di una pagina.
Cos’è il punteggio PageSpeed?
Il punteggio PageSpeed, o PageSpeed score, è il numero da 0 a 100 che PageSpeed Insights mostra nel report “Prestazioni” per dirti che tipo di esperienza utente offrono le tue pagine web. Si calcola su dati di laboratorio, cioè visite simulate da dispositivi virtuali, a partire da cinque metriche: First Contentful Paint, Largest Contentful Paint, Total Blocking Time, Cumulative Layout Shift e Speed Index. LCP, TBT e CLS valgono l’80 % del punteggio, e un valore pari o superiore a 90 è considerato buono.
Che differenza c’è tra punteggio PageSpeed e Core Web Vitals?
Il punteggio PageSpeed è un unico valore da 0 a 100 calcolato su dati di laboratorio, mentre i Core Web Vitals (LCP, CLS e INP) si basano su dati sul campo raccolti tra gli utenti reali di Chrome. I Core Web Vitals sono un fattore di ranking di Google dal 2021; il punteggio PageSpeed non lo è direttamente, ma riflette segnali che lo sono. Il punteggio serve per una diagnosi rapida, i Core Web Vitals per valutare le prestazioni reali e la rilevanza per la SEO.
Come migliorare il punteggio di Google PageSpeed Insights?
Per migliorare il punteggio di Google PageSpeed Insights, intervieni prima su LCP, TBT e CLS, che insieme valgono l’80 % del punteggio, e segui l’ordine di gravità dei problemi che PSI elenca nella sezione “Insight”. Dai la precedenza al report per dispositivi mobili e agli interventi globali, come la cache e la compressione, rispetto alle modifiche di singole pagine. Tieni d’occhio i Core Web Vitals e i dati sul campo senza inseguire il 100/100: un punteggio nella zona verde (da 90 a 100) basta.
Il punteggio PageSpeed: uno strumento utile per migliorare l’esperienza sulle tue pagine
Il punteggio PageSpeed è un utile strumento diagnostico. Anche se non riflette l’esperienza utente reale, ti aiuta a capire dove le tue pagine possono essere carenti, così puoi intervenire per correggerle.
Dopo aver letto queste informazioni, ora hai tutto quello che ti serve per sfruttare ciò che il PageSpeed score ha da offrire. Ricorda solo che ottenere un 100/100 non deve essere per forza il tuo obiettivo. Un punteggio nella zona verde, confermato da solidi dati sul campo, basta a sostenere la tua SEO e a mantenere soddisfatti i visitatori.
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